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domenica, marzo 29, 2009, ore 21:16
scarabocchiato da nuvolechiare in poesia

destinazione infinito

immagine presa dal web

E' un mondo a parte questo
di calci e pugni  presi nello stomaco
di vite rannicchiate sugli spigoli
di movimenti lenti e peristaltici
Un mondo controvento , contro tempo
che abbaia rabbia a lune infreddolite
guardando in trasparenza l'infinito
tra primule affacciate al davanzale.
Un mondo senza cuore, senza sole
arranca sulla scala dei pensieri
s'intrufola al confine del silenzio
con le parole che non han più senso
Fuori fa freddo,
sbiadiscono quegli occhi azzurro cielo
e gli anni fanno scendere il sipario
sul mondo vivo solo dentro ai sogni
Fuori fa freddo
e un nuovo viaggio sta per cominciare

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domenica, gennaio 11, 2009, ore 21:37
scarabocchiato da nuvolechiare in poesia

una bottiglia dentro ad un sacchetto


(fotografia dal web )

la neve alle ginocchia , poco sole
e tu con gli abiti sgualciti, tanto freddo
le mani viola e calze arrotolate
una bottiglia dentro ad un sacchetto
 
l'età ormai non conta, il tempo è fermo
con gli occhi da bambina guardi il cielo
gesticoli parlando con il vento
a un angelo che vedi in questo gelo




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sabato, dicembre 06, 2008, ore 20:59
scarabocchiato da nuvolechiare in favole, favola di natale

Favola di natale


terrazza del caffè la sera
- olio su tela - Vincent Van Gogh


Era la notte di Natale, nel silenzio solo una musica lontana scandiva il tempo e come ogni notte di Natale che si rispetti, stavano scendendo piccolissimi fiocchi di neve ad imbiancare pian piano tutt’intorno
Il piccolo presepe all’angolo del  salotto stava aspettando l’arrivo del bimbo nella mangiatoia e l’Angelo con la tromba in mano sembrava impaziente di  lanciare le sue note celestiali nell’etere per annunciare che ancora una volta nei secoli era nato il Redentore
Dietro la poltrona spuntava, appoggiato su una piccola scala coperta di carta colorata, l’abete ormai consumato dagli anni e dai tanti Natali passati
Certo Andrea avrebbe voluto comprarne uno nuovo ma con la pensione che si ritrovava era già molto riuscire a sostituire le decorazioni che man mano con gli anni e l’usura si erano rotte
Che belle le palline di vetro e quanto era simpatico quel babbo natale panciuto con il suo tunicone rosso anche se un po’ sbiadito
Come ogni anno, aveva l’abitudine proprio nella notte magica di fare il riassunto dell’anno appena trascorso, delle cose buone successe e di quelle che in qualche modo gli avevano procurato dolore, lasciava le persiane spalancate nonostante il freddo e guardando le luci intermittenti che illuminavano le finestre delle case intorno , si sedeva sulla vecchia poltrona a dondolo con carta e penna poi, diviso il foglio, metteva il buono ed il cattivo nero su bianco

Non era stato un buon anno questo, aveva perso la sua compagna di vita portata via, come del resto tante altre persone, da una malattia lunga e dolorosa e quando accadde il mondo gli crollò addosso; aveva sempre desiderato , se avesse potuto scegliere, andarsene prima lui o al massimo insieme e più di una volta negli ultimi tempi era tornato su quel pensiero
Non era da lui lasciarsi prendere dallo sconforto e dal pessimismo ma la mancanza di Alba diventava ogni giorno più difficile da sopportare con quella casa sempre più vuota che non sapeva più regalargli la voglia di vivere, quella stessa voglia che, nonostante l’età, tutti e due avevano sempre avuto anche quando la malattia di lei li aveva investiti come un fiume in piena

Alzò gli occhi guardando la pendola un po’ stonata che stava proprio davanti a lui e si rammaricò di non avere più ‘’quel fastidioso cucu’’ lasciato alcuni anni addietro a un rigattiere in cambio della pendola; che sciocco era stato ! ora avrebbe avuto un suono amico a tenergli compagnia .

La mezzanotte si stava avvicinando e sulla strada le voci della gente che dirette verso la Chiesa lo fecero sorridere e pensare ad alta voce…..ma tu guarda ! per certa gente Natale è come il giorno dei Morti, in chiesa e al cimitero solo per le feste comandate poi chi s’è visto s’è visto ! Faccio bene io che non vado e basta, tanto la mia Alba è qui con me e Lui mi ascolta lo stesso perché la mia casa sa che è anche la sua casa, che mondo è diventato !....

Pian piano i rumori della strada incominciavano ad affievolirsi ed il silenzio riprendeva possesso dell’inverno così mentre Andrea compilava il suo elenco d'un anno di vita, l’improvvisa frenata di una macchina ed il successivo cupo rumore lo fecero sobbalzare sulla sedia.
Il tempo di togliersi la coperta di dosso e balzare in piedi , sentì la macchina allontanarsi con una certa velocità
‘’ vuoi vedere che quel disgraziato ha investito qualcuno ed è scappato ! ‘’ pensò mentre si avvicinava alla finestra
La spalancò, si affacciò ma non vide altro che i segni delle ruote della macchina sulla neve fresca ma non convinto , visto il rumore sentito , si mise la coperta sulle spalle ed aprì la porta finestra del balcone.
Con la neve ormai fitta anche le strisce sulla neve stavano scomparendo ma proprio al termine dei segni vide una specie di fagotto accasciato al marciapiede .
Non riuscendo a capire cosa fosse si infilò la giacca a vento, mise il cappello di lana schiacciato sino alle orecchie e prese le chiavi di casa velocemente inflandosi quasi di corsa giù per le scale
Arrivato sulla strada, attento a non cadere , cercò di affrettare il passo guardandosi intorno per vedere se ancora qualche anima pia circolava ma la strada deserta faceva a  gara con il silenzio più profondo.
Arrivato quasi in prossimità di ciò che vedeva accasciato dalla sua finestra si accorse che quella piccola cosa si stava muovendo ed accelerando il passo gli si fiondò vicino in un attimo
‘’ mio Dio ! ma come si può ! l’avranno buttato ? o l’avranno investito ‘’ e toltosi velocemente la giacca incurante della neve che ormai scendeva copiosa avvolse quel ‘’ coso ‘’ e stringendoselo al petto cercò di percorrere velocemente la strada verso casa
La mezzanotte era ormai scoccata e tutte le campane suonavano a festa , le luci intermittenti sembravano danzare al ritmo dolce della neve ed insieme inondavano la strada di luce mentre le voci ritornavano a farsi sentire….auguri ! buon Natale ! auguri !....
La luce della cucina di Andrea era accesa e davanti alla fetta di panettone appena tagliata stavano Andrea e sul tavolo, un cucciolo tutto bianco con una macchia nera a forma di stella proprio sulla fronte, non aveva nulla di rotto e lo dimostrava saltando tra le mani del vecchio in cerca di un pezzettino del  prezioso cibo
Di la, nella sala in penombra l’Angelo con la tromba in mano sembrò sorridere e attese di veder spuntare Andrea con in braccio il cucciolo dalla porta per suonare la più dolce delle melodie
‘’ E adesso che ci faccio io con te eh? Sono vecchio non posso correre dietro ai cuccioli ‘’
Una leccata poderosa gli tirò fuori un sorriso dal cuore ed alzando lo sguardo verso la fotografia di Alba disse….’’ Come lo chiamiamo ? ‘’
Nel silenzio ormai ridisceso sulla via si sentì lontano una voce sussurrare..“…amoree ‘’
‘’ Va bene Alba, lo chiameremo Amore , Buon Natale Amore ! ‘’



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domenica, novembre 30, 2008, ore 22:33
scarabocchiato da nuvolechiare in poesia

 rincorro il sole come una lucertola


La staccionata  sul mare - Olio su tela 30*60 - Laura Conenna

io vivo nel mio mondo piccolo
spalanco la finestra sul cortile
rincorro il sole come una lucertola
non vado in crisi se mi sento in trappola.

Oltre quel buio che la notte inventa,
dietro quell'aria carica di sale,
sopra una nuvola che il vento spazzola,
getto i pensieri accatastati e inutili.

Mi fermo un attimo svoltando l'angolo
ed oltre il tempo, mi sento libera.

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venerdì, novembre 21, 2008, ore 15:39
scarabocchiato da nuvolechiare in poesia

un giorno di Novembre

   
Redmire, North Yorkshire - progetto - Charles Evans - www.charlesevansart.com

mi sono persa in un giorno di novembre,
vagavo senza meta tra la nebbia
e niente oltre quel bianco evanescente
(si vedeva).
Piccole gocce di brina gelata
scendevano sugli  occhi lentamente
e su, oltre quel grigio senza forma,
inevitabilmente il sole stava li
sornione ad aspettare una schiarita.
Intrevedevo sul filo senza inizio, senza fine,
due rondini in attesa di partire.
Nessun richiamo, nemmeno un movimento,
immobili guardavano lontano
cercando un po' d'azzurro e un po' di cielo.
D'ovatta è il tempo che sgocciola pian piano;
mi son fermata li, al limite del giorno,
ad aspettare ancora il nuovo sole
e un cielo di cobalto ancora profumato di mimose

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mercoledì, novembre 19, 2008, ore 01:40
scarabocchiato da nuvolechiare in poesia

una via di fuga


Il mare tra le margherite ( olio su tela )  - Laura Conenna

cammino senza meta, senza sosta
con tra le mani il mio caffè che fuma
al polso l'orologio s'è fermato
e il tempo sta sospeso sotto il cielo

appoggio le mie mani sulla vita
appena illuminata da un lampione
tirando un calcio a un sasso per la strada
e solo quattro stelle sopra i tetti

Un punto fermo, una via di fuga
mi siedo poi riprendo a camminare
sognando i miei tramonti in riva al mare
e sassi colorati sulla riva


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sabato, luglio 05, 2008, ore 22:37
scarabocchiato da nuvolechiare in


Estate - Salvo Caramagno

Buone vacanze ,
ci rileggiamo a Settembre

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mercoledì, giugno 25, 2008, ore 23:31
scarabocchiato da nuvolechiare in poesia

respirerei il silenzio, se fossi vento







Se fossi vento
e in volo sopra tutto
alzarmi in volo
 
distese senza fine
tra terra e mare, il cielo.
 
Volare piano
sfiorando l'apparenza,
sfidando il tempo
 
foglie e frammenti d'albe
raccoglierei passando
 
ed ogni ruga
scomparirebbe al sole
senza un rimpianto.
 
Se almeno fossi vento
respirerei il silenzio

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sabato, giugno 07, 2008, ore 02:49
scarabocchiato da nuvolechiare in poesia

ricordi di una vita da travet

 

 

vecchio contadino - olio su tela- Vincent Van Gogh (1888 )

 

 

Ha tra le mani il tempo consumato
e il mento che s'appoggia sul bastone;
lo sguardo un po' curioso, gli occhi accesi
due vetri spessi scendono sul naso

Seduto su una panca sverniciata
in mezzo a un chiacchierio di bambini
in tasca l'immancabile giornale
calato in fronte il vecchio Borsalino

Leggero il vento, porta sogni antichi
ricordi di una vita da travet
nel grigio di un vestito non sgualcito
camicia con cravatta ed un gilèt

il passo frettoloso della gente
lo rende trasparente a questa vita
e all'ombra di una musica infinita
li guarda e riconosce la fatica


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mercoledì, maggio 14, 2008, ore 00:30
scarabocchiato da nuvolechiare in poesia

con gli anni calati sugli occhi

“tre” - fferrari olio 100%  www.fancescaferrari.net


ma se un giorno,
fermandoti al primo binario,
ti accorgessi del passo sbagliato
e degli anni calati sugli occhi.
Al di  la della siepe, col sole un po' stanco
e un'Aprile sfumato d'azzurro,
non si contano i sogni rincorsi per strada
con la fretta che scuce anche l'orlo
e la polvere alzata in sentieri sterrati
Al di la, quando il tempo ha finto la corsa
e parole sbiadite non segnano il passo alla vita,
io m'immagino siepi di rose canine
e profumo, nell'aria, di fresco.

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